Qualche tempo fa un grandissimo Star Wars nerd di nome Daniel Fleetwood, aveva, insieme a sua
moglie, lanciato una campagna per poter vedere Star Wars 7 the Force Awakens prima che fosse troppo tardi. Daniel era malato terminale di cancro ai polmoni e proprio quest'estate il medico gli aveva dato pochi mesi di vita. La prospettiva di non riuscire a realizzare il sogno di vedere l'inizio di questa nuova saga era altissimo, così la moglie lo ha aiutato tramite internet e i social a diffondere il messaggio, con l'hashtag #forcefordaniel. Tutto il mondo si è mobilitato per lui, attori come Mark Hamill in persona, persino JJ Abrams stesso che infine, insieme a Disney e Lucasfilm hanno realizzato il sogno di questo ragazzo. Tre giorni fa è riuscito a vedere in anteprima una versione uncut del film, sul divano di casa sua insieme a sua moglie. L'accaduto mi ha riportato alla mente un vecchio film del 2009, Fanboys, la storia è simile a quella di Daniel. Un gruppo di amici del liceo si ritrovano anni dopo, tutti appassionati cronici di Guerre Stellari fino a che poi non si scopre che uno di loro è malato di cancro e non avrebbe mai potuto vedere Episodio I al cinema, in uscita nel maggio del 1999. Così i ragazzi decidono di infiltrarsi nello Skywalker ranch di George Lucas per trafugare una copia del film e farlo vedere all'amico. Il tutto si risolve con lui che vedrà il film da solo nella sala privata di casa Lucas mentre gli altri dovranno attendere l'uscita al cinema del film. Alla fine il ragazzo muore ma avendo realizzato questo sogno. Per Daniel è stato più o meno lo stesso, senza ovviamente la componente avventurosa ma la sua gioia è durata poco, perché proprio ieri è venuto a mancare. Daniel in certo senso ce l'ha fatta ma ha perso la sfida con il cancro. Ora è tutt'uno con la Forza e sarà sempre con i suoi cari.
A proposito di cancro, proprio due giorni fa ho visto 50 e 50, un film con Jason Gordon-Levitt. Tratta di un giovane che viene a conoscenza di essere affetto da una rarissima forma di cancro che attacca la spina dorsale, le probabilità di farcela per lui erano del 50% ma continua a vivere la sua vita normalmente, mostrando una calma apparente, circondato da una ragazza che lo tradiva ma che stava con lui solo per compassione, un amico che ce la mette tutta a non fargli sentire il peso della malattia e una madre asfissiante che fa quel che fa solo per amore. Il risultato è una storia che si potrebbe definire tra il drammatico e il romantico, per via dell'entrata in scena di Anna Kendrick, terapista del protagonista. Non vi spoilero il finale, così se vorrete vederlo non mi ammazzate a insulti. Devo dire che mi è piaciuto, la storia forse è un po' banale ma in un certo senso, come tutti i film del genere fa riflettere, non tanto su se stessi, sulla malattia ma su chi abbiamo intorno, chi sono le persone che ci amano veramente quando le cose vanno male.Un ultimo pensiero va ancora a Daniel, riposa in pace e che la Forza sia sempre con te.
Nessun commento:
Posta un commento